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sabato 7 gennaio 2012

Google Chrome diventa predittivo e più sicuro

Per Chrome, il browser targato Google sempre più diffuso fra gli utenti, sono in arrivo interessanti novità. Un intervento sul blog ufficiale della società di Mountain View ha annunciato un update, per ora disponibile in beta release, che renderà non solo la navigazione più rapida, ma addirittura predittiva.

Chrome annoverava già fra le sue funzioni Instant Pages, un sistema di pre-caricamento dei siti Web simile a Google Instant sull’omonimo motore di ricerca. Nella beta appena rilasciata, Instant Pages si trasforma in Omnibox, una combinazione tra la barra di ricerca e quella degli indirizzi. Omnibox è associato a una feature di pre-rendering per i siti visitati più di frequenza, in modo che il caricamento anche delle pagine Web più pesanti sia rapido e indolore. Qualsiasi sito visitato almeno una volta, e quindi disponibile per l’auto-completamento sulla barra degli indirizzi, verrà pre-caricato durante la digitazione per un’esperienza Internet senza attese.

A livello di sicurezza, invece, Chrome compie un passo in avanti nella lotta al malware in Rete implementando nelle specifiche di Safe Browsing una novità che assisterà soprattutto gli utenti alle prime armi o particolarmente distratti, spesso colti in fallo con il download di falsi antivirus.

Google ha rilevato un aumento di tutti quegli exploit che richiedono la collaborazione inconsapevole dell’utente, tratto in inganno durante l’installazione di normale software. Ora il browser è in grado di analizzare da sé i file con estensione .exe o .msi e, qualora vi siano sospetti che si tratti di un pacchetto dannoso, l’utente verrà avvisato prima dell’installazione.

Lo scorso dicembre Chrome, stando a quanto rivelato dai dati di StatCounter, si è guadagnato l’ambito titolo di secondo browser più diffuso al mondo. Non riuscendo ancora ad abbattere il predominio di Internet Explorer, Google è però riuscita a strappare la medaglia d’argento dalle mani di Firefox, uno dei browser più celebri.

lunedì 15 novembre 2010

In arrivo l'e-mail made in Facebook

La notizia, diffusa nel corso del fine settimana e in attesa di conferma proprio nella giornata di oggi, è che Facebook sarebbe pronta a lanciare un proprio servizio di posta elettronica denominato Titan.

In base alle indiscrezioni che circolano in Rete, il servizio non solo si porrebbe in diretta concorrenza con Google e la sua Gmail, ma aprirebbe una nuova sfida nel mondo dei servizi in the cloud, soprattutto se dovesse concretizzarsi l'alleanza con Microsoft e l'integrazione nella posta della versione online del pacchetto Office. Gli utenti potranno così condividere testi, presentazioni e fogli di calcolo nello stesso modo in cui già fanno sulla posta di Google grazie a Google Docs.

In attesa dei dettagli, gli analisti si stanno già dando da fare. Che la decisione di Zuckerberg sia sensata, in un'ottica di ampliamento della portata di Facebook è fuor di discussione, così come può aver senso anche ogni strategia che aggiunga concorrenzialità a un mercato incardinato su pochi big player.

Restano però alcune considerazioni di fondo. Che la comunicazione via e-mail possa essere, e di fatto sia, la naturale estensione di un servizio quale è Facebook è chiaro. Come questa possa però estendersi anche a soggetti esterni al network è meno palese. Per non parlare poi delle difficoltà tecniche insite nella necessità di integrarvi una serie di servizi aggiuntivi, dai filtri all'antispam, dall'antimalware alla gestione degli allegati, tipici dei servizi di e-mail.

Il varo di un servizio di posta all'interno di un mondo chiuso, quale è al momento Facebook, per qualcuno ha tutto il sapore di un salto a ritroso nel tempo, ai tempi di Aol e Compuserve. E in tempi in cui l'apertura dei servizi è la chiave della loro diffusione, questo aspetto sembra già un limite.

martedì 9 novembre 2010

Google presenta l'anteprima di ricerca istantanea

Sull'onda di Google Instant (che anticipa le possibile ricerche richieste), Mountain View ha pensato un altro modo per far risparmiare secondi preziosi ai suoi utenti: si chiama Anteprima Istantanea e, come dice il nome, offre un'anteprima dei risultati senza dover aprire un'altra scheda o finestra.

Si tratta di una funzione di estrema utilità con la quale il motore di ricerca, in modo del tutto istantaneo, offre all’utente non soltanto una serie di risultati in risposta alle query formulate, ma consente anche di vedere una anteprima della homepage per favorire l’utente nell’identificazione del sito.


Il funzionamento è semplice: una volta formulata la query, Google Anteprima Istantanea offre immediatamente le risposte per quanto cercato. Al fianco di ogni risultato comparirà d'ora in poi l'icona raffigurante una lente di ingrandimento: il semplice passaggio del mouse su questa icona consente di vedere l'anteprima del sito relativo.

A partire da oggi Anteprima Istantanea è disponibile su Google.com e, spiega Google, entro i prossimi giorni sarà disponibile in 40 lingue differenti, italiano compreso.

mercoledì 23 giugno 2010

Google Docs diventa anche un OCR per PDF e immagini

Google ha introdotto in dotazione standard una nuova funzione all'interno della propria suite di strumenti online Google Docs. Il servizio consta di un convertitore automatico in grado di prelevare un file PDF e di archiviarlo su Google Docs come semplice file testuale risalendo all'origine del documento e permettendone l'editing.

Google aveva introdotto questa funzione ormai da mesi, ma in semplice applicazione sperimentale. Ora la conversione avviene invece su semplice richiesta, anche se al momento i problemi di funzionamento sembrano ancora essere elevanti. Semplicemente, Google non fa altro che applicare a Google Docs quella tecnologia OCR già adottata nel processo di scannerizzazione dei libri nelle biblioteche americane: il file viene analizzato dall'OCR, l'immagine diventa testo ed il testo diventa un file sul quale è possibile intervenire tramite Google Docs parola per parola, lettera per lettera. Per essere analizzato il file viene caricato direttamente dall'utente per l'archiviazione, ed è in questo passaggio che il sistema richiede la volontà all'utente relativa ad una eventuale conversione in formato modificabile.


Le prime prove sul campo indicano una fallacia dell'OCR strettamente dipendente dalla qualità del file  originale e dunque ogni valutazione va effettuata su singoli casi e sulle singole condizioni qualitative dei file. La qualità complessiva del servizio è comunque sufficiente e del tutto paragonabile ad altri software dedicati.

L'opzione "Converti testo da file PDF o file di immagine nel formato di Google Documenti" permette a Google di effettuare un'operazione a parte, per la quale viene richiesta specifica volontà: non viene pertanto salvata una copia del file caricato, ma soltanto abilitata la conversione per l'editing, il controllo e la fruizione su Google Docs. Il file caricato può essere al massimo di 10 MB e con una risoluzione di 25 megapixel. Con tanto di avviso: «più è grande il file, più tempo ci impiegherà l'OCR».

Per una prova diretta del nuovo strumento è sufficiente selezionare la conversione OCR nel momento in cui si inizia la procedura di upload, cliccando sul tasto carica.

giovedì 11 febbraio 2010

Google Buzz non rispetta la privacy

Google Buzz si sta dimostrando più indiscreto del previsto. La configurazione predefinita del nuovo strumento social, da poco introdotto in Gmail, espone le attività degli iscritti al servizio alla vista degli altri utenti della Rete. Tale condizione potrebbe mettere in pericolo la privacy degli utilizzatori del nuovo sistema e potrebbe indurre i responsabili di Mountain View a rivedere in parte il funzionamento della nuova piattaforma.

Quando un utente attiva per la prima volta Google Buzz, il sistema crea automaticamente un elenco dei follower basato sui contatti presenti nella rubrica di Gmail e sulle conversazioni svolte via e-mail e chat. La lista viene pubblicata in automatico anche nel profilo Google dell'utente, ma l'operazione avviene sostanzialmente all'insaputa del nuovo iscritto e senza alcun avviso ben evidente da parte della piattaforma. L'elenco degli individui cui si è iscritti risulta così visibile a tutti gli utenti della Rete, che hanno la possibilità di consultare le liste dei contatti altrui e di aggiungere nuove persone da seguire ai loro Google Buzz.

Il sistema prevede naturalmente la possibilità di eliminare l'elenco dei contatti dal proprio profilo Google pubblico, ma solamente in un secondo momento dopo l'attivazione di Buzz. Il procedimento per rimuovere la lista è semplice, ma potrebbe risultare poco intuitivo specialmente per gli utenti meno esperti. La modifica non può essere effettuata attraverso Gmail, ambiente nel quale è stato inserito Google Buzz, ma tramite "Impostazioni account Google". Raggiunta la sezione è necessario selezionare la voce "Modifica profilo" e, nella pagina che compare, deselezionare la voce "Visualizza l'elenco delle persone di cui seguo gli aggiornamenti e delle persone che seguono i miei aggiornamenti". Cliccando successivamente sul tasto "Salva modifiche" a fondo pagina, l'elenco dei propri contatti viene rimosso dal profilo e sottratto dagli sguardi indiscreti degli altri utenti.

Google potrebbe facilmente disinnescare le preoccupazioni sulla privacy adottando una strategia speculare alla attuale, ovvero rendendo non visibile la lista dei contatti nei profili pubblici dei propri utenti. Ciò consentirebbe a ogni iscritto di scegliere in un secondo momento il livello di riservatezza del proprio profilo, pubblicando o meno l'elenco delle persone che segue attraverso Google Buzz. Una strategia analoga viene adottata già da alcuni social network e non dovrebbe comportare particolari problemi tecnici per essere attuata.

La strada finora percorsa da Mountain View è probabilmente legata alla volontà di far conoscere e diffondere il più rapidamente possibile il nuovo servizio. La scelta stessa di inserire uno strumento simile nel trafficato servizio di posta Gmail indica l'intenzione di Google di espandere rapidamente il bacino di utenti del nuovo servizio Buzz. Secondo alcuni osservatori, la presenza della piattaforma social all'interno di Gmail potrebbe però rivelarsi controproducente specie in ambito business. Nel corso degli ultimi mesi, numerose società hanno deciso di limitare l'accesso ad alcuni social network, come Facebook e Twitter, nel timore che un eccessivo utilizzo di tali strumenti potesse portare a un calo della produttività dei propri dipendenti. Filtrare un servizio presente all'interno di un sistema di posta elettronica molto utilizzato potrebbe comportare problemi tecnici non banali e rendere meno appetibile Gmail.

Nel corso degli ultimi giorni numerosi utenti hanno anche lamentato l'eccessiva invadenza del nuovo Google Buzz. I commenti inseriti sulla piattaforma vengono duplicati e inviati automaticamente alla propria inbox Gmail. Ciò consente di seguire meglio le conversazioni e di rispondere con maggiore tempestività, ma al tempo stesso intasa le inbox con messaggi ridondanti già disponibili e segnalati nella nuova sezione Buzz di Gmail. L'invio dei commenti nella casella email avviene automaticamente e per escludere tale funzionalità occorrono alcuni passaggi macchinosi, che non risolvono alla radice il problema.

Infine, in molti segnalano l'impossibilità di scomparire del tutto da Buzz. Il nuovo servizio può essere disattivato all'interno di Gmail attraverso la voce "disattiva buzz" scritta in piccolo a fondo pagina, ma tale operazione non fa scomparire automaticamente il proprio account dalla ricerca dei contatti. Alcuni utenti segnalano, inoltre, che anche cancellando il proprio profilo Google il nominativo non scompare totalmente dagli elenchi.

Impostazioni predefinite poco efficaci per la protezione della privacy, regole poco chiare e ridondanza nella gestione delle conversazioni dimostrano quanto il nuovo Google Buzz sia ancora acerbo e distante da alcune soluzioni analoghe presenti in Rete da tempo come, per esempio, FriendFeed. La scelta di offrire il servizio all'interno di Gmail costituisce sicuramente un'opportunità per Mountain View, ma al tempo stesso una scommessa molto rischiosa. I margini di miglioramento per Google Buzz sono ampi, ma occorrerà intervenire rapidamente per risolvere i dubbi e accogliere le critiche degli utenti. La strada appare al momento in salita.

martedì 9 febbraio 2010

Google, in arrivo la social Gmail

Google sta per aggiungere un profilo social alla propria casella di posta elettronica Gmail. L'incontro tra le webmail ed i social network è tutto fuorché una novità: Yahoo! ha già mosso le proprie pedine su questa direttrice, Facebook starebbe lavorando in direzione uguale e contraria (dal social network alla webmail) ed ora Gmail altro non starebbe facendo se non un inseguimento difensivo.

Il rumor è spuntato da poche ore, ma le conferme potrebbero già essere prossime: il team Google ha annunciato per oggi una conferenza stampa per presentare «alcune innovazioni in due dei nostri prodotti più popolari». Gmail potrebbe pertanto essere uno dei due prodotti, in compagnia di Google Talk o altri servizi complementari. La nuova funzione dovrebbe permettere un aggiornamento del proprio messaggio di stato, offrendo così informazioni personalizzate da veicolare con funzione social.

Google ha investito già molto tempo e molte risorse nel mondo dei social network, ma ad oggi è questo il maggior tallone d'Achille del gruppo. Orkut è infatti una realtà di successo soltanto in Brasile, mentre Latitude ed altri prodotti similari non hanno al momento sfondato. L'inseguimento a Facebook potrebbe essere ormai partito in modo tardivo e la partnership tra Zuckerberg e Ballmer è qualcosa in grado di spaventare (ancor più per il fatto di vedere Bing guidare le ricerche veicolate dalle pagine del social network).

Il successo dell'iniziativa dipenderà però da varie componenti, la principale delle quali è la partecipazione degli utenti nell'affidare al servizio le proprie emozioni, i propri update e la propria vita sociale online. Il tentativo potrebbe essere quello di spostare le comunicazioni degli utenti dal polo attrattivo di Facebook, carpendo almeno parte del mercato e sottraendola alla controparte. L'alchimia del progetto dipenderà però in larga misura dal modo in cui le varie componenti verranno utilizzate e commistionate nella nuova appendice della webmail che seppe stupire il mondo con la capienza rivoluzionaria offerta gratis agli utenti.

Oggi il gratis non è più sufficiente: ora serve il "social". Entro poche ore sarà possibile capire come e se Gmail sia ancora capace di stupire.

martedì 8 dicembre 2009

Google Public DNS

Google Public DNS è l'ultima novità annunciata dal colosso di Mountain View che completa così la propria presenza online aggiungendo un ulteriore tassello ai propri sistemi. Un browser, un sistema operativo, applicazioni online di ogni tipo, il leader tra i motori di ricerca ed ora anche un servizio di risoluzione per Domain Name System (DNS). Google muove le proprie pedine direttamente dove scorre il sangue della Rete, in quel sistema che traduce i domini in indirizzi IP permettendo all'uomo ed alla macchina di parlare la stessa lingua.

Google ritiene il proprio un intervento necessario, o comunque utile per sviluppare un servizio di risoluzione per Domain Name System più veloce. Ancora una volta, insomma, il gruppo spinge sulla velocità auspicando una esperienza di navigazione quanto più fluida possibile, eliminando ogni latenza ed investendo su tutta la filiera per rendere immediata la risposta agli stimoli provenienti dal navigatore.

Chi ha le capacità minime di elaborazione sulla propria Rete avrà gioco facile a sostituire i DNS in uso per provare la soluzione proposta dai tecnici di Mountain View. Nessun blocco, nessun filtro: la promessa di Google è quella di portare il proprio servizio all'utenza al fine ultimo di migliorare l'offerta, tanto la propria quanto quella concorrente. Google mette in cima ai propri obiettivi, infatti, il perseguimento del risultato: la velocità. Quel che verrà dedotto dall'esperienza, quindi, verrà messo a pubblica disposizione al fine di migliorare le proprie e le altrui performance: questo, almeno, stando ai principi enunciati dal gruppo.

In un apposito documento Google ha spiegato le basi tecniche su cui si baserà il servizio, enunciando anche come e perché il DNS di Mountain View offrirà agli utenti performance migliori rispetto alla media.

Google ha anche previsto una sorta di servizio di supporto per chi non è in grado di configurare da sè il proprio PC. Ecco i numeri da inserire nel pannello di configurazione di rete per sfruttare la nuova opportunità offerta da Google:

  • DNS primario: 8.8.8.8 
  • DNS secondario: 8.8.4.4

Google Public DNS ha già scatenato i commenti da parte di OpenDNS che si vede in qualche modo interessata dalle possibili conseguenze derivanti da un eventuale successo dell'iniziativa Google. Trascurando le affermarmazioni più provocatorie e acide David Ulevitch - fondatore di OpenDNS - ripropone un problema da tempo latente, ovvero il pericolo relativo al possibile monopolio derivante da una totale gestione di una porzione della rete da parte di Google. Infatti, con un minino di immaginazione, tra pochi mesi si avranno netbook dotati di sistema operativo made in Google che per funzionare dovranno accedere alle Web application sviluppate dalla stessa Google, utilizzando anche i DNS gestiti da Mountain View. Siamo certi che gli esperti di net-neutrality avranno molto da commentare. L'intervento di Ulevitch si conclude comunque con "But we welcome Google to the neighborhood".

giovedì 12 febbraio 2009

Addio a Google Video

Google ha recentemente manifestato l'intenzione di chiudere o di cessare lo sviluppo di alcuni dei propri servizi, in modo da poter focalizzare tutte le attenzioni e le risorse sui prodotti maggiormente utilizzati.

Tra i servizi coinvolti dalla cura dimagrante figura Google Video, divenuto un ingombrante doppione in seguito all'acquisto di YouTube da parte della società di Mountain View.


Secondo un comunicato apparso sul blog ufficiale, Google Video continuerà ad esistere solo come contenitore dei video attualmente presenti. Un metamotore di ricerca video e nulla di più. Nei prossimi mesi verranno infatti rimosse le funzionalità di upload e non sarà più permesso l'inserimento di nuovi contenuti.

Le reazioni dei navigatori non si sono fatte attendere, al punto di creare delle petizioni per evitare la sua triste fine. In molti hanno infatti levato la loro voce a difesa di un servizio che, a differenza di YouTube, non pone limiti di durata ai filmati caricabili.

Chissà se davanti a cosi tanto interesse Google non decida di fare marcia indietro. Nel frattempo è già iniziata la ricerca di un degno successore.

Disabilitare GoogleUpdate.exe

Dopo aver installato uno dei software di Google, un nuovo servizio viene installato sul nostro PC. A quale scopo? Come disabilitarlo?

Chiunque abbia installato sul proprio PC uno dei popolari software offerti da Google (Google Earth o Google Chrome, tanto per citarne due tra i più poplari) troverà in esecuzione nel Task Manager un processo denominato GoogleUpdate.exe. Non si tratta di un programma nocivo, ma potrebbe essere indesiderato per un gran numero di persone.

Questo servizio controlla periodicamente se vi sono aggiornamenti disponibili per i programmi di Google installati sul nostro PC, ma invia anche alla casa produttrice una serie di informazioni quali un ID univoco, la lingua utilizzata, il sistema operativo, il numero di versione ed altri dati relativi all'installazione.

Disattivare GoogleUpdate.exe è fortunatamente molto semplice. Ecco come procedere:

1) aprire il menu Start, cliccare su Esegui, digitare services.msc e premere Invio;
2) scorrere l'elenco dei servizi fino a trovare la voce Google Updater Service e selezionarla con un doppio clic;
3) nella finestra comparsa, portarsi sul campo Tipo di Avvio e scegliere dal menu a tendina la voce Disabilitato;
4) cliccare su OK per completare la procedura e chiudere la finestra.

Al prossimo riavvio del nostro computer, il servizio di aggiornamento dei software di Google non partirà più.

lunedì 24 novembre 2008

Google Analytics monitora i contenuti Flash

Google, in occasione della Adobe MAX 2008 Conference di San Francisco, ha annunciato di aver avviato una collaborazione con Adobe Systems Incorporated finalizzata allo sviluppo di una soluzione semplificata per monitorare i contenuti Flash attraverso Google Analytics.

Google Analytics consente a chiunque abbia un sito Web di ottenere dati statistici sulle visite ricevute, sul numero di pagine viste, sulla provenienza dei visitatori e così via. La società di Mountain View sta facendo di tutto per rendere il suo strumento di analisi del traffico ancor più appetibile, soprattutto agli occhi dei manager IT. La nuova soluzione, chiamata Google Analytics Tracking For Adobe Flash, rappresenta un altro importante tassello di questa strategia.

Nick Mihailovski, uno specialista di Google Analytics, osserva come in passato mancasse uno standard per il tracciamento dei contenuti Flash. Oggi l'ostacolo può essere superato grazie alla pubblicazione, da parte di Google, del codice ActionScript 3 da inserire nei contenuti Flash che si intendono monitorare mediante Google Analytics.

Google Analytics Tracking For Adobe Flash può essere prelevato facendo riferimento a questa pagina.

domenica 23 novembre 2008

Roma Antica rivive in 3D su Google Earth

Un viaggio a ritroso nel tempo che inizia con un semplice gesto, un clic del mouse, e conduce il navigatore fin nel cuore dell'antica Roma. È partito da qualche giorno il progetto Roma Antica in 3D, la più importante ed imponente simulazione architettonico-urbanistica in 3D degli edifici storici della Città Eterna come appariva nel 320 d.C. all'epoca dell'Imperatore Costantino.

Il progetto, presentato in Campidoglio dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno, vede la compartecipazione di Google, Past Perfect Production, l'Università della California e l'Institute for Advanced Technology in the Humanities (IATH) dell'Università della Virginia.

Utilizzando gli strumenti di navigazione di Google Earth è possibile effettuare un giro turistico virtuale tra i 6.700 edifici dell'antica Roma ricostruiti in 3D e visualizzabili nei più minimi dettagli, con notevole realismo: sarà possibile posizionarsi in mezzo al Colosseo o all'interno del Foro Romano. Per i più curiosi sarà possibile entrare in molti degli edifici per poterne ammirare i dettagli come, ad esempio, i pavimenti in marmo. Nella realtà, gli edifici rimasti dell'antica Roma sono poco meno di 300.



Google ha deciso di offrire la propria tecnologia a supporto del progetto Roma Antica in 3D per consentire a chiunque nel mondo di approfondire le proprie conoscenze storiche e per agevolare le ricerche didattiche ed i lavori scolastici.

Roma Antica in 3D è utilizzabile in italiano, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, francese, giapponese, russo e olandese.

domenica 26 ottobre 2008

Gmail per mobile 2.0

Google ha annunciato ufficialmente la disponibilità per i dispositivi che supportano J2ME, come ad esempio il Nokia 95 o i telefoni BlackBerry, di Gmail per mobile 2.0.

I miglioramenti in termini di velocità e navigazione sono notevoli. La nuova versione consente inoltre di memorizzare più bozze sul telefono ed accetta una serie di comandi rapidi. Tra le altre novità, viene supportata la navigazione offline. Gli utenti possono ora visualizzare i messaggi non ancora letti anche in assenza di rete e memorizzare i messaggi scritti per posticiparne l'invio al ripristino della connessione.

L'applicazione può essere scaricata accedendo alla pagina per dispositivi mobile di Google.

mercoledì 2 gennaio 2008

Gmail, la comodità del plus-addressing

Come se non bastassero l'enorme spazio messo a disposizione e le tantissime funzionalità per gestire in modo semplice ed efficace la propria corrispondenza online, Gmail ha da qualche tempo introdotto la tecnologia del plus-addressing. Un modo comodo e utile per poter avere infiniti indirizzi e-mail in uno solo.

Non si tratta della creazione di e-mail forwarding e neppure di alias. Il plus-addressing consiste nella possibilità di utilizzare il proprio indirizzo Gmail aggiungendo un suffisso preceduto da un "+" (da cui il nome) per smistare la corrispondenza. Per esempio, se sono possessore dell'indirizzo e-mail impresa@gmail.com potrò automaticamente ricevere nella medesima casella anche la posta inviata a impresa+shop@gmail.com, oppure impresa+marketing@gmail.com, o ancora impresa+fornitori@gmail.com, e così per un numero infinito di nuovi indirizzi.

Questa funzionalità risulta particolarmente comoda per ordinare la posta elettronica tramite le etichette e per limitare lo spam. Ad esempio, piuttosto che utilizzare l'indirizzo e-mail base per iscriversi su eBay e su MySpace, sarà possibile utilizzare di volta in volta un nuovo indirizzo: io+ebay@gmail.com e io+myspace@gmail.com. In questo modo risulterà più semplice creare dei filtri per la posta in arrivo in modo da ordinarla con le etichette e sarà inoltre possibile individuare quali siti Web distribuiscono la nostra e-mail per scopi di spam.

domenica 11 novembre 2007

Google Video: link interni ai video

Google ha introdotto una nuova originale funzionalità al suo servizio di video online, Google Video, che consente di condividere un porzione specifica di un filmato. Per sfruttare la funzione "Link within a Video", un utente deve semplicemente prendere il collegamento Web del video desiderato e aggiungere a fine URL il tempo in ore (h), minuti (m) e secondi (s) preceduto dal carattere "cancelletto". Per esempio aggiungendo la stringa "#3m15s", il link video eseguirà la riproduzione a partire da 3 minuti e 15 secondi di avanzamento.

Il team Google Video ha pubblicato alcuni esempi concreti sul blog ufficiale del servizio: "Per esempio, Invisible Board è un filmato di 1 minuto e 46 secondi ma io ritengo che la parte più bella da vedere si trovi ad un 1 min 26 sec, quindi tutto quello che devo fare è aggiungere #1m26s al link che invierò ai miei amici! Così: http://video.google.com/videoplay?docid=6396990712930217422#1m26s".

Google Video, recentemente introdotto in varie versioni localizzate tra cui quella in italiano, dovrebbe essere il primo servizio della categoria ad integrare questa nuova utile funzione. Non è da escludere che gli altri contendenti del mercato, primo fra tutti YouTube, possano riproporla a breve nei loro servizi. Se si pensa infatti ai filmati particolarmente lunghi, come i documentari, questa funzionalità diventa uno strumento essenziale per condividere rapidamente le parti interessanti di un video online. Per ora la funzione non è certo user-friendly nè immediata da riprodurre, ma è probabile che Google potenzierà l'esperienza utente integrandola in qualche modo nell'interfaccia.

domenica 8 luglio 2007

Stop a Gmail in Germania

L'hanno già ribattezzata «la vittoria di Daniel contro Googlia», la disfatta che Mountain View ha subito nella causa contro Daniel Giersch, il trentatreenne proprietario del marchio G-Mail (registrato dal 2000 in diversi paesi del centro-europa) che ha chiesto e ottenuto che il servizio di posta di Google (attivo dal 2004) non potesse più utilizzare quel nome in Germania e in altri stati europei.

La lunga battaglia legale che da subito aveva dato segni positivi nei confronti della parte più debole, si è conclusa con un verdetto secco e deciso che non consente alla società americana di ricorrere in alcun appello per diretta decisione della corte. Dopo tre lunghi anni, dunque, ora Google ha definitivamente perso e la sconfitta tedesca rischia di avere gravi ripercussioni sulle cause simili che Google sta combattendo contro Giersch anche in altre giurisdizioni come Spagna, Portogallo e Svizzera. Cause che Google ha dichiarato di voler continuare a combattere almeno fino a che non sarà definitivamente dismessa quella principale.

Esclusa a priori qualsiasi ipotesi di trattativa: «ho chiarito da subito che non avrei mai venduto il nome, la mia unica intenzione è realizzare la mia idea di un sistema di mail ibrido. Nè io nè G-Mail siamo in vendita» ha dichiarato Giersch mostrando una grande determinazione. Se dunque lo scopo del vincitore della causa è lo sviluppo di un sistema di mail innovativo la vittoria contro il gigante dei giganti di Internet gli regalerà un ingente quantitativo di pubblicità inaspettata.

Stando a quanto dichiarato infatti il servizio che dovrebbe portare il nome della discordia si propone di essere un nuovo standard di comunicazione in rete, nelle parole dell'autore «un ingegnoso sistema di mail ibrido, un misto di soluzioni comunicative innovative e altre ben rodate».

sabato 24 febbraio 2007

Google Desktop più ricco

Google aggiunge nuove funzionalità a Google Desktop. Ai maligni che sostengono essere una mossa per contrastare Windows Vista, la società risponde che non è vero!

Erano in fase di sviluppo da tempo, a prescindere dal lancio del nuovo sistema operativo Microsoft. Questa la tesi di cui si fa scudo Google. Sta di fatto che la utility di casa, Google Desktop, offre ora tantissime nuove funzionalità. La barra laterale, per esempio, prevede la visualizzazione di diversi strumenti, tra cui calendari, orologi, etc. Insomma, qualcosa di simile a quanto è possibile vedere sulla scrivania dell'ultimo nato di casa Microsoft.

Google sostiene che le novità introdotte sono la risposta alle richieste dei propri utenti e nulla hanno a che fare con Vista. Oltretutto, e questo verrà sicuramente apprezzato dai consumatori, l'applicazione Google è utilizzabile anche sui vecchi sistemi operativi, come Windows 2000 o XP.

Google mette tra l'altro a disposizione di tutti un kit specifico grazie al quale chiunque può realizzare nuovi gadget per l'applicazione. Nel kit c'è il cosiddetto Google Desktop Gadget Designer, un ambiente di lavoro per realizzare piccole applicazioni da aggiungere sul proprio Google Desktop.

venerdì 23 febbraio 2007

Collaborazione tra SKY e Google Video

Nei giorni in cui YouTube si trova in difficoltà per le vicissitudini vissute con Viacom e CBS, Google Video Italia trova invece un nuovo alleato nella televisione satellitare SKY. L'annuncio giunge direttamente dal blog ufficiale di Google: «da oggi puoi vedere numerosi video offerti da SKY Italia direttamente su Google Video. Ogni settimana infatti SKY caricherà nuovi, interessanti filmati ricercabili anche attraverso la nostra piattaforma Google Video. Questi contenuti verranno selezionati da programmi trasmessi nei canali satellitari SKY Cinema, SKY Sport e SKY TG24».

SKY ha predisposto una pagina apposita sul proprio sito SKY Life promettendo filmati molto variegati che esordiscono al momento con nomi quali Leonardo Di Caprio, Robbie Williams, Anne Nicole Smith e l'accoppiata Ale e Franz. Tra le parti è attivo fin da ora uno scambio di link con l'homepage di Google Video dotata di focus su Sky Life e il sito SKY con modulo di ricerca e link alla homepage Google Video.

lunedì 19 febbraio 2007

Google Apps for Your Domain al via?

Secondo quanto riporta la stampa statunitense, Google starebbe facendo gli ultimi ritocchi all'integrazione di Docs & Spreadsheets nel suo Google Apps for Your Domain.

Si tratta, secondo quanto è dato al momento di sapere, di un ulteriore passo verso la realizzazione di una suite completa di applicazioni per il mondo business, rese disponibili in modalità hosted. Per altro, sempre secondo le indiscrezioni, il rilascio di Google Apps for Your Domain sarebbe davvero imminente, tanto che c'è di chi ne fa una questione di giorni.

La soluzione integrerebbe dunque elaboratore testi, foglio di calcolo, posta, instant messaging, caledario e pianificazione online. Alle aziende l'opportunità di erogare tutti questi servizi con il loro dominio Internet, concedendoli in utilizzo ai loro utenti.

La soluzione al momento sembra interessare in modo particolare le università statunitensi, che negli ultimi mesi hanno gradualmente implementato le diverse applicazioni presenti in Google Apps, offrendo, ad esempio, caselle Gmail a tutti i loro iscritti.

L'implementazione delle nuove soluzioni sembra dunque una interessante opportunità.

Da parte sua, pare che Google stia valutando l'opportunità di affiancare ai servizi base gratuiti, anche opzioni più sofisticate, a pagamento e indirizzate in modo più specifico alle realtà di più grosse dimensioni.