domenica 21 febbraio 2016

Windows 7 e Windows 8: disabilitare l’aggiornamento forzato a Windows 10

Se siete possessori di una copia di Windows 7 o Windows 8 e fate regolarmente gli aggiornamenti avrete notato che ultimamente i messaggi che vi invitano ad effettuare l’aggiornamento a Windows 10 sono diventanti eccessivamente insistenti.

Microsoft sta infatti cercando di convincere i propri utenti ad installare il prima possibile il nuovo sistema operativo, distribuendone gratuitamente l'aggiornamento a chi è in possesso di una licenza originale di Windows 7, Windows 8 o Windows 8.1.

Se però non si è interessati ad utilizzare il nuovo sistema operativo, è possibile bloccare l'aggiornamento forzato a Windows 10 semplicemente modificando il valore DisableOSUpgrade nel Registro di sistema.

Andiamo a vedere come fare:
  1. fare clic sul pulsante Start, scegliere Esegui e digitare regedit nella casella Apri;
  2. individuare e selezionare la seguente chiave del Registro di sistema: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Policies\Microsoft\Windows\WindowsUpdate;
  3. se è presente il valore DisableOSUpgrade, fare doppio click su di esso ed impostarlo su 1;
  4. se non esiste, fare click con il pulsante destro del mouse sulla chiave WindowsUpdate, selezionare Nuovo, Valore DWORD (32 bit), mettere come nome DisableOSUpgrade, fare doppio click su di esso ed impostarne il valore su 1.

Per annullare la modifica, eliminare la chiave o impostarla a 0.

Un amministratore di sistema che voglia bloccare l’aggiornamento a Windows 10 deve attenersi ad una procedura del tutto similare:
  1. fare clic sul pulsante Start, scegliere Esegui e digitare regedit nella casella Apri;
  2. individuare e selezionare la seguente chiave del Registro di sistema: HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\WindowsUpdate\OSUpgrade;
  3. fare click con il pulsante destro del mouse sulla chiave OSUpgrade, selezionare Nuovo, Valore DWORD (32 bit), mettere come nome ReservationsAllowed, fare doppio click su di esso ed impostarne il valore su 0.
Per annullare la modifica, eliminare la chiave o impostarla a 0.

Oltre a bloccare l'aggiornamento forzato a Windows 10, le procedure sopradescritte permetteranno anche di ripristinare nell'area di notifica la visualizzazione degli avvisi di Windows Update relativi alla disponibilità di nuovi aggiornamenti per il sistema operativo in uso.

venerdì 12 febbraio 2016

Sky On Demand: problemi con OpenDNS

In Sky On Demand non appaiono le locandine, il servizio Restart non funziona e se provo a visualizzare un evento non parte il download.

Sono i problemi che potrebbero riscontrare da circa un mese i clienti Sky che utilizzano il servizio di risoluzione di nomi in indirizzi Internet (DNS) offerto da OpenDNS.

Sky On Demand e Restart, i servizi di Sky che permettono di accedere on demand a un’intera videoteca con migliaia di programmi e di rivederli dal principio anche se già iniziati, non funzionano infatti più se sul proprio router domestico sono stati impostati i DNS di OpenDNS (Primario: 208.67.222.222; Secondario: 208.67.220.220).

Sostituzione o reset del decoder, pulizia del disco, test della linea: tutti i più comuni accorgimenti non risolvono nulla. Il decoder My Sky HD vede correttamente la connessione locale e remota, ma i due popolari servizi continuano a non funzionare.

L'unica soluzione al momento diponibile è sostituire i DNS incriminati con quelli forniti in automatico dal proprio provider o, in alternativa, con i Google DNS (Primario: 8.8.8.8; Secondario: 8.8.4.4).

Nell'attesa che Sky e OpenDNS facciano pace.

domenica 1 giugno 2014

Come aggiornare Windows XP dopo la fine del supporto



L'8 aprile 2014 è terminato il supporto per Windows XP e Microsoft ha interrotto la distribuzione degli aggiornamento di sicurezza per questo sistema operativo. Solo alcune grandi aziende che hanno sottoscritto contratti molto onerosi continueranno a ricevere update, durante il periodo di transizione verso Windows 7 o Windows 8.1.

Continuare ad aggiornare Windows XP, anche dopo la data fissata dall'azienda di Redmond per la sua "morte", è però possibile.

Oltre alle edizioni dei sistema operativi per gli utenti consumer e business, Microsoft sviluppa anche edizioni embedded, utilizzate nei POS, negli ATM e altri dispositivi che richiedono specifiche funzionalità. La versione 2009 di Windows Embedded POSReady, rinominato successivamente Windows Embedded Industry, è basato su Windows XP SP3, quindi condivide lo stesso kernel e lo stesso codice. Il suo ciclo di vita ha una durata maggiore; infatti, il supporto esteso termina il 9 aprile 2019. Ciò significa che le patch verranno rilasciate per altri cinque anni.

Gli aggiornamenti che Microsoft rende disponibili per Windows Embedded POSReady 2009 sono generalmente sovrapponibili a quelli per Windows XP. Una semplice modifica del registro di configurazione di Windows XP consente di scaricare gli aggiornamenti da Windows Update e di installarli anche sull’edizione consumer.

Per continuare a ricevere aggiornamenti per Windows XP, attingendo all'archivio di Windows Embedded POSReady 2009 sui server Microsoft, è necessario creare un file di testo con estensione .reg e digitare il seguente codice:

Windows Registry Editor Version 5.00
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\WPA\PosReady]
"Installed"=dword:00000001


Un doppio clic sul file aggiunge la chiave all’interno del registro. L'hack funziona solo per sistemi a 32 bit, ma un workaround per quelli a 64 bit sembra già esistere.

Dopo aver riavviato Windows XP, accedendo a Windows Update, si troveranno una serie di nuovi aggiornamenti che prima non erano disponibili. Si tratta di tutti gli updates per Windows Embedded POSReady 2009 rilasciati dopo il ritiro definitivo di Windows XP e compatibili con quest'ultimo sistema operativo.

Importante: la procedura illustrata in quest'articolo non è in alcun modo supportata e verificata da parte di Microsoft. Qualora si decidesse di utilizzarla, è indispensabile effettuare una copia di backup di tutti i propri dati e, preferibilmente, creare un'immagine di tutto il contenuto del disco fisso, ripristinabile in caso di problemi. Non è inoltre escluso che la procedura possa cessare di funzionare nelle prossime settimane o nel corso dei prossimi mesi.

sabato 31 maggio 2014

Come nascondere la notifica di fine del supporto per Windows XP


Dopo quasi 12 anni e otto mesi, Microsoft si appresta al ritiro di Windows XP. L'8 aprile coinciderà con la data di fine supporto di Windows XP: ciò significa che Microsoft non pubblicherà più alcun aggiornamento per il sistema operativo, neppure per risolvere eventuali vulnerabilità critiche che dovessero essere scoperte in date successive.

A partire dallo scorso 8 marzo, Windows Update ha iniziato a distribuire sui computer basati su Windows XP l'aggiornamento KB2934207 che, una volta installato dagli utenti, provoca la periodica visualizzazione di una notifica di "fine del supporto".


L'aggiornamento installa nella cartella c:\windows\system32 un nuovo file denominato xp_eos.exe che, una volta eseguito, provoca l'esposizione del messaggio riportato in figura.

Se si volesse disinstallare completamente l'aggiornamento, basterà aprire il prompt dei comandi di Windows XP e digitare quanto segue:

C:\WINDOWS\$NtUninstallKB2934207$\spuninst\spuninst.exe /quiet /norestart

Va detto, però, che ogni qualvolta si riutilizzerà Windows Update od apparirà lo scudetto giallo della funzionalità "Aggiornamenti automatici", l'aggiornamento KB2934207 tornerà ad essere proposto. Qualora si volesse mantenere l'aggiornamento ma bloccare la comparsa della finestra di notifica, si può ricorrere al comando seguente, da impartire sempre utilizzando il prompt di Windows XP:

reg add HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion /v DisableEOSNotification /t REG_DWORD /d 1 /f

Così facendo, verrà inserito nel registro di sistema di Windows XP un nuovo valore DWORD che bloccherà la visualizzazione del messaggio informativo per tutti gli account utente creati sulla macchina.

domenica 13 ottobre 2013

Rimuovere gli aggiornamenti superflui di Windows 7


Quando di applica un aggiornamento in Windows, per consentire in qualunque momento un'eventuale successiva disinstallazione, il sistema operativo mantiene all'interno della cartella C:\Windows\winsxs una copia dei file modificati o sostituiti.

Ciò significa che nella cartella winsxs potrebbero restare per anni vecchissime versioni di file di sistema, inutilizzate e del tutto obsolete perché sostituite con l'installazione degli aggiornamenti Microsoft più recenti. È facile immaginare come la cartella winsxs cresca rapidamente in dimensioni con l'installazione delle patch per il sistema operativo rilasciate, di solito, a cadenza mensile.

Da oggi tutto cambia perché Microsoft ha deciso di integrare in Windows una funzionalità per la rimozione dei file superflui dalla cartella winsxs.

L'aggiornamento KB2852386, rilasciato l'8 ottobre 2013 e visibile solo se l'utente ha selezionato la voce “Scarica gli aggiornamenti consigliati allo stesso modo degli aggiornamenti importanti” nelle opzioni di Windows Update, aggiunge infatti l'opzione “Pulizia di Windows Update” nell'applicazione Pulizia disco di Windows 7 SP1.

Ad aggiornamento installato, per rimuovere gli aggiornamenti superflui di Windows 7, si dovrà digitare pulizia disco nella casella Cerca programmi e file del pulsante Start e premere il tasto Invio.


Nella finestra che apparirà, bisognerà specificare l'unità disco ove è installato Windows 7. Al termine della fase di scansione iniziale, bisognerà fare clic sul pulsante Pulizia file di sistema. Ripetendo la procedura, l'utilità Pulizia disco verificherà, questa volta, anche lo spazio occupato dal contenuto della cartella di sistema winsxs.

Al termine della procedura di analisi del disco, scorrendo l'elenco File da eliminare, dovrebbe apparire la nuova voce Pulizia di Windows Update con l'indicazione dello spazio complessivamente recuperabile. Dopo aver fatto clic su OK, l'utilità Pulizia disco inizierà a ripulire il sistema richiedendo, ove necessario, il riavvio della macchina. Attenzione però, eliminando i file non sarà più possibile disinstallare gli aggiornamenti.

domenica 14 aprile 2013

Windows 8: impedire il blocco dello schermo

Il blocco dello schermo ha senso su un tablet, ma su un PC diventa solo un altro clic superfluo nel mare di controlli non richiesti di Windows 8. Fortunatamente, eliminare la schermata di blocco è semplice.

Per prima cosa lanciare la finestra Esegui. Se si è sul Desktop premere i tasti Windows + R o spostare il mouse nell'angolo in basso a sinistra, fare clic con il tasto destro del mouse e, dal menu che appare, fare clic su Esegui; se si è sulla schermata Start digitare "Esegui" e fare clic su Esegui nell'elenco delle app rilevate. Ora digitare "gpedit.msc" e premere Invio per aprire l'Editor Criteri di gruppo locali. Nel menu a sinistra selezionare Configurazione computer, Modelli amministrativi, Pannello di controllo, Personalizzazione. Fare clic sulla voce Non visualizzare la schermata di blocco e, nella finestra che si apre, selezionate l'opzione Attiva quindi fare clic su Applica e OK.

È un po' come con i referendum: per dire che non la si vuole bisogna dire Sì, per dire che la si vuole si deve dire No. In ogni modo il gioco e fatto e d'ora in poi bye-bye, schermata di blocco!

sabato 13 aprile 2013

È nata una istella

Tiscali presenta il nuovo motore di ricerca, e non solo, per il web italiano

Nulla a che vedere con il mondo della mela, la " i" non tragga in inganno, si legge come si scrive, tanto per ribadire che istella nasce in Italia e si rivolge agli utenti italiani. La prima domanda che sorge spontanea di fronte alla presentazione di un nuovo motore di ricerca è "ma se abbiamo già Google, c'è bisogno di un altro motore di ricerca?". La risposta è sì, se alle promesse seguiranno, almeno parzialmente, i fatti.

istella, la cui interfaccia ricorda piuttosto quella di Bing, non nasce infatti per fare concorrenza a Google in quanto a ricerca pura, ma si prefigge di diventare un punto di riferimento per gli internauti italiani grazie ad una serie di interessanti iniziative. La più importante è la collaborazione con vari enti e istituzioni pubbliche e private per digitalizzare archivi attualmente non presenti sul Web, quali ad esempio, l'Università di Pisa, Treccani e la Guida Monaci.

Il nuovo motore di ricerca di Tiscali si presenta inoltre con l'intenzione di creare una comunità in cui gli utenti sono anche parte attiva dell'indicizzazione del Web italiano. Ad oggi, istella sta muovendo i primi passi e sarebbe ingeneroso emettere sentenze sulla qualità delle ricerche.

domenica 15 gennaio 2012

Firefox Extended per imprese e istituzioni

Mozilla si accinge a varare tra fine gennaio e inizio febbraio il progetto Extended Support Release (ESR) che renderà Firefox un browser con supporto esteso nel tempo.

Firefox ESR sarà una versione del popolare browser destinata alle imprese, alle pubbliche amministrazioni, alle istituzioni universitarie o comunque a tutte le organizzazioni che desiderano gestire centralmente il deployment di Firefox e non apprezzano la recente politica di release con cadenza troppo ravvicinata. Nei piani di Mozilla, ESR sarà oggetto di una sola release all'anno: nell'arco dei dodici mesi verranno rilasciati gli aggiornamenti di sicurezza necessari, ma non verranno introdotte modifiche alla piattaforma.

Con Firefox ESR Mozilla rende disponibile uno strumento per semplificare l'operatività di tutte quelle organizzazioni che non hanno tempo di certificare per i loro ambienti operativi ogni nuova release di un prodotto e necessitano dunque di un supporto a più lungo termine per ciascun rilascio. Ciascuna release dovrebbe durare 54 settimane e ogni nuovo rilascio dovrebbe coincidere in ogni caso con quelli consueti di Firefox. Tra il fine vita di una release e il rilascio di quella nuova ci sarà un lasso di sovrapposizione di 12 settimane, così che le aziende abbiano il tempo e il modo di verificare gli aggiornamenti e un ulteriore periodo di 12 mesi per la transizione definitiva.

La prima ESR di Firefox poggerà sulla versione 10 del browser. Le denominazioni successive seguiranno la numerazione della release del browser sulla quale sarà basata la ESR. Gli aggiornamenti di sicurezza saranno garantiti per tutte le vulnerabilità classificate come "critiche" e "high", mentre per altri eventi di minore importanza la disponibilità dell'aggiornamento verrà considerata discrezionale. La versione ESR sarà solo per sistemi desktop, non arriverà in versione mobile e non riguarderà Thunderbird.

domenica 8 gennaio 2012

Aggiornare i software con CNET TechTracker

Nei computer, specialmente quelli utilizzati con una certa assiduità, si arriva facilmente a installare anche qualche centinaio di programmi applicativi. Sarebbe utile poter lavorare sempre con le loro versioni più recenti, perché il farlo comporta diversi vantaggi:

  • i programmi non hanno più le anomalie e i malfunzionamenti segnalati dagli utenti;
  • si gode delle nuove funzionalità aggiunte dagli sviluppatori;
  • si riducono i rischi derivanti da eventuali falle del codice, che rendono vulnerabili le applicazioni e i sistemi che le ospitano.

C'è un problema pratico, però, che non rende semplice questa scelta. Il controllo automatico degli aggiornamenti viene eseguito solo per Windows e per un numero molto ridotto di applicazioni che forniscono questa funzione. Per verificare se gli altri programmi sono aggiornati, bisogna navigare nel sito Internet del produttore, trovare la relativa pagina Web e rilevare il numero di versione. Se è più recente di quella del programma installato nel computer, si preleva il file e lo si installa. Farlo per tutti i programmi, però, è oneroso in termini di tempo, soprattutto se si ripete l'operazione periodicamente.

CNET TechTracker è una semplice ma efficace applicazione gratuita che colma questa mancanza. Il suo scopo, infatti, è controllare automaticamente tutti i programmi installati sul computer per individuare quali sono quelli da aggiornare.

Il lavoro si svolge in tre fasi. Nella prima viene lanciata una scansione del sistema per rilevare i programmi installati e la loro versione. Nella seconda, queste versioni vengono confrontate con quelle aggiornate presenti nei server di CNET. Nella terza fase viene generata una pagina Web personalizzata con le applicazioni da aggiornare e i collegamenti ai file per l'installazione delle nuove versioni. Nelle opzioni del programma si può impostare che la scansione avvenga automaticamente, con cadenza periodica, o manualmente ogni volta che lo si desidera.

Per utilizzare a pieno il servizio occorre registrarsi al sito di CNET con un indirizzo di posta elettronica valido e una password.

CNET TechTracker è scaricabile facendo riferimento al seguente indirizzo.

sabato 7 gennaio 2012

Google Chrome diventa predittivo e più sicuro

Per Chrome, il browser targato Google sempre più diffuso fra gli utenti, sono in arrivo interessanti novità. Un intervento sul blog ufficiale della società di Mountain View ha annunciato un update, per ora disponibile in beta release, che renderà non solo la navigazione più rapida, ma addirittura predittiva.

Chrome annoverava già fra le sue funzioni Instant Pages, un sistema di pre-caricamento dei siti Web simile a Google Instant sull’omonimo motore di ricerca. Nella beta appena rilasciata, Instant Pages si trasforma in Omnibox, una combinazione tra la barra di ricerca e quella degli indirizzi. Omnibox è associato a una feature di pre-rendering per i siti visitati più di frequenza, in modo che il caricamento anche delle pagine Web più pesanti sia rapido e indolore. Qualsiasi sito visitato almeno una volta, e quindi disponibile per l’auto-completamento sulla barra degli indirizzi, verrà pre-caricato durante la digitazione per un’esperienza Internet senza attese.

A livello di sicurezza, invece, Chrome compie un passo in avanti nella lotta al malware in Rete implementando nelle specifiche di Safe Browsing una novità che assisterà soprattutto gli utenti alle prime armi o particolarmente distratti, spesso colti in fallo con il download di falsi antivirus.

Google ha rilevato un aumento di tutti quegli exploit che richiedono la collaborazione inconsapevole dell’utente, tratto in inganno durante l’installazione di normale software. Ora il browser è in grado di analizzare da sé i file con estensione .exe o .msi e, qualora vi siano sospetti che si tratti di un pacchetto dannoso, l’utente verrà avvisato prima dell’installazione.

Lo scorso dicembre Chrome, stando a quanto rivelato dai dati di StatCounter, si è guadagnato l’ambito titolo di secondo browser più diffuso al mondo. Non riuscendo ancora ad abbattere il predominio di Internet Explorer, Google è però riuscita a strappare la medaglia d’argento dalle mani di Firefox, uno dei browser più celebri.

domenica 18 dicembre 2011

Okawix: scaricare Wikipedia sul proprio PC

Wikipedia è ormai diventata un punto di riferimento per la condivisione libera del sapere e poterla consultare anche quando non si dispone di un collegamento a Internet può essere estremamente utile.

Si potrebbe pensare che sia impossibile avere abbastanza spazio sul proprio computer per l'enorme massa di informazioni presenti su Wikipedia, e invece l'intera enciclopedia occupa solo 2 GB se non si scaricano le immagini che accompagnano gli articoli, in quanto il testo occupa pochissimo spazio. Se scarichiamo anche le immagini il totale è di circa 6 GB, comunque pochissimo rispetto alle capienze degli attuali dischi rigidi.

Okawix è un'applicazione gratuita che permette di scaricare sul proprio PC i contenuti di Wikipedia, con o senza immagini, al fine di accedervi senza più doversi collegare a Internet. La consultazione avverrà tramite l'interfaccia di ricerca della stessa utility, in quanto le pagine di Wikipedia saranno salvate in formato proprietario compresso e non in HTML.

Punto di forza di Okawix rispetto ad altre soluzioni è che consente di scaricare non solo i contenuti di Wikipedia, ma anche degli altri progetti Wikimedia come Wikibooks, Wikisource, Wikiversity, Wikiquote, Wikitionary e Wikinews, i quali occupano solo qualche decina di MB aggiuntivi.

Il software, disponibile per sistemi operativi Windows, Mac e Linux, è scaricabile facendo riferimento al seguente indirizzo.

domenica 27 novembre 2011

Modificare il MAC address della scheda di rete

Il MAC Address è un identificativo univoco di cui è provvista ogni scheda di rete in commercio, indispensabile per consentirne il funzionamento all'interno di una qualsiasi LAN (dall'ottenimento di un indirizzo IP alla corretta gestione del traffico).

I sistemi operativi non consentono normalmente di modificare il MAC address della scheda di rete, soprattutto per il fatto che questa tipologia di modifica può essere utilizzata a scopi malevoli per attacchi MAC spoofing che, se opportunamente studiati, possono consentire di ottenere l'accesso a reti WI-FI protette o addirittura di spiare il traffico di rete destinato ad altri computer.

Mac MakeUp è un'applicazione gratuita che permette di modificare con estrema facilità il MAC address di ogni interfaccia di rete presente su computer con sistema operativo Windows. L'utility consente di memorizzare lo storico dei MAC Address precedentemente utilizzati, di generarne di nuovi in maniera casuale o di inserirli manualmente a proprio piacimento. In aggiunta è possibile anche agire a basso livello sulla configurazione dello stack TCP/IP intervenendo sui parametri relativi alla connessione, come il Default TTL, il numero massimo di connessioni contemporanee, la configurazione ARP e Multicast.

Mac MakeUp è scaricabile facendo riferimento al seguente indirizzo.

lunedì 15 novembre 2010

In arrivo l'e-mail made in Facebook

La notizia, diffusa nel corso del fine settimana e in attesa di conferma proprio nella giornata di oggi, è che Facebook sarebbe pronta a lanciare un proprio servizio di posta elettronica denominato Titan.

In base alle indiscrezioni che circolano in Rete, il servizio non solo si porrebbe in diretta concorrenza con Google e la sua Gmail, ma aprirebbe una nuova sfida nel mondo dei servizi in the cloud, soprattutto se dovesse concretizzarsi l'alleanza con Microsoft e l'integrazione nella posta della versione online del pacchetto Office. Gli utenti potranno così condividere testi, presentazioni e fogli di calcolo nello stesso modo in cui già fanno sulla posta di Google grazie a Google Docs.

In attesa dei dettagli, gli analisti si stanno già dando da fare. Che la decisione di Zuckerberg sia sensata, in un'ottica di ampliamento della portata di Facebook è fuor di discussione, così come può aver senso anche ogni strategia che aggiunga concorrenzialità a un mercato incardinato su pochi big player.

Restano però alcune considerazioni di fondo. Che la comunicazione via e-mail possa essere, e di fatto sia, la naturale estensione di un servizio quale è Facebook è chiaro. Come questa possa però estendersi anche a soggetti esterni al network è meno palese. Per non parlare poi delle difficoltà tecniche insite nella necessità di integrarvi una serie di servizi aggiuntivi, dai filtri all'antispam, dall'antimalware alla gestione degli allegati, tipici dei servizi di e-mail.

Il varo di un servizio di posta all'interno di un mondo chiuso, quale è al momento Facebook, per qualcuno ha tutto il sapore di un salto a ritroso nel tempo, ai tempi di Aol e Compuserve. E in tempi in cui l'apertura dei servizi è la chiave della loro diffusione, questo aspetto sembra già un limite.

martedì 9 novembre 2010

Google presenta l'anteprima di ricerca istantanea

Sull'onda di Google Instant (che anticipa le possibile ricerche richieste), Mountain View ha pensato un altro modo per far risparmiare secondi preziosi ai suoi utenti: si chiama Anteprima Istantanea e, come dice il nome, offre un'anteprima dei risultati senza dover aprire un'altra scheda o finestra.

Si tratta di una funzione di estrema utilità con la quale il motore di ricerca, in modo del tutto istantaneo, offre all’utente non soltanto una serie di risultati in risposta alle query formulate, ma consente anche di vedere una anteprima della homepage per favorire l’utente nell’identificazione del sito.


Il funzionamento è semplice: una volta formulata la query, Google Anteprima Istantanea offre immediatamente le risposte per quanto cercato. Al fianco di ogni risultato comparirà d'ora in poi l'icona raffigurante una lente di ingrandimento: il semplice passaggio del mouse su questa icona consente di vedere l'anteprima del sito relativo.

A partire da oggi Anteprima Istantanea è disponibile su Google.com e, spiega Google, entro i prossimi giorni sarà disponibile in 40 lingue differenti, italiano compreso.

lunedì 8 novembre 2010

Office 365: la suite di Microsoft diventa cloud

Quello che ieri si comprava, oggi si affitta, trasformando così i costi fissi in variabili, il cui ammontare è legato alle necessità dell'azienda e - in definitiva - all'andamento del suo business. La tendenza dominante nel mondo della tecnologia non risparmia Microsoft, che ha annunciato il lancio di Office 365.

La società offrirà la sua suite di produttività come servizio in abbonamento. Cambiandone anche il nome. Non più Business Productivity Online Suite, nome con il quale più volte Microsoft ha fatto riferimento al progetto, ma un decisamente più accattivante Office 365.

In questa nuova versione, Office non solo sposa in pieno la visione in the cloud alla quale Microsoft si è da tempo votata, ma risponde anche alle linee guida annunciate per Office 2010: una suite per la produttività utilizzabile sia on premise, sia sulla nuvola.

Annunciati anche i piani tariffari che accompagnano il prodotto, in attesa della localizzazione e delle proposte per il nostro mercato nazionale. I prezzi svelano il focus particolare sulle micro e piccole imprese, considerato che al prezzo di 5,25 euro per utente al mese si ha l'accesso a Office Web Apps, Exchange Online, SharePoint Online e Lync Online. Un target che in Italia costituisce la stragrande maggioranza del mondo imprenditoriale (oltre il 90 per cento delle aziende attive) e che interessa alla software house statunitense principalmente per due motivi: è il segmento che più ha sofferto la crisi degli ultimi due anni e oggi si ritrova con le tasche vuote; tradizionalmente è il meno attento ai temi della sicurezza.

Più articolata l'offerta per la Pubblica Amministrazione e le grandi aziende, con la previsione di un ventaglio di soluzioni che possono essere composte in base alle esigenze del singolo cliente e al suo budget in tema di sicurezza, con un range che oscilla dai 2 ai 20 euro mensili (con la versione completa che include la suite desktop Office Pro Plus, oltre a Sharepoint, Exchange e agli altri tool di collaborazione). Anche in questo caso viene abolito il costo iniziale, che costituiva una barriera all'ingresso per le soluzioni Microsoft.

Indipendentemente dalle caratteristiche della clientela, la suite è accessibile da qualsiasi device, fisso o mobile. Un approccio che viene incontro alla crescente tendenza di lavorare in mobilità, anche tra le aziende più piccole. La suite è compatibile con sistemi Windows e Mac recenti, e con Internet Explorer, Firefox e Safari, oltre che (ma solo in parte) con Chrome.

Altre due novità sono previste per Office 365 il prossimo anno: l'inclusione di Microsoft Dynamics CRM Online per offrire l'intera esperienza Microsoft in soluzioni per la produttività aziendale a organizzazioni di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. Infine, il debutto nel settore accademico, che metterà a disposizione degli studenti e del personale di istituti scolastici e atenei tecnologie progettate per le esigenze dell'ambito educativo.

Microsoft parte ora con una prima fase di beta, accessibile a un numero limitato di utenti, mentre la disponibilità del servizio è prevista per il prossimo anno.

sabato 6 novembre 2010

MySpace si rinnova

Un nuovo logo, una nuova vocazione, una nuova interfaccia: un nuovo MySpace. La nuova avventura è iniziata lo scorso 26 ottobre, ma arriverà all'intera community nel giro delle prossime settimane sulla base di un programma di release graduale. Molto, infatti, sta per essere rivoluzionato sul social network: si tratta di una netta cesura rispetto al passato, di una revisione completa destinata a configurare un punto di rottura ed una svolta definitiva.


Decisione, peraltro, inevitabile: MySpace, il primo leader storico nel mondo dei social network, è stato nel tempo completamente eclissato dall'insorgere di Facebook e dal nuovo fenomeno Twitter diventando nei fatti il terzo in classifica e portandosi sulle spalle un trend di pesante decadenza. Quel che il team MySpace auspica ora è un nuovo focus, più preciso rispetto al passato, nel quale l’utente non socializza per cercare amici, ma per usare la propria community come uno spazio di dialogo e condivisione. Il focus si sposta dalle relazioni ai contenuti, allontanando così MySpace da Facebook per meglio identificarne la personalità.

Grandi novità soprattutto dal punto di vista dell'interfaccia. Il vecchio caotico MySpace diventa un social network più identificabile nel quale l'utente avrà a disposizione un numero ristretto di template all'interno del quale esprimere il proprio "spazio". Cambia anche il logo, nuova espressione di un sito sempre più pensato attorno alle volontà ed alle attività dell'utente.

La svolta è però piena di insidie: se è vero che MySpace riuscirà con questa sterzata ad allontanarsi dall'ombra lunga di Facebook, al tempo stesso dovrà convincere la propria community di quanto le nuova offerta possa essere appetibile. Album musicali, telefilm ed altri contenuti tipici della "Generazione Y" saranno il mantra che accompagnerà il lancio del nuovo MySpace, la cui utenza ambita diventa sempre più giovane ed identificabile. Per il social network di Rupert Murdoch iniziano gli esami che contano: se la sfida sarà perduta, la News Corp. dovrà rinunciare al settore nonostante ai tempi l'acquisizione fosse stata (come dichiarò lo stesso Murdoch) «un vero affare».

sabato 16 ottobre 2010

Smau Milano 2010

Ormai appuntamento tra i più attesi dell'autunno milanese, dal 20 al 22 ottobre torna lo Smau, l'Esposizione Internazionale di Information & Communications Technology, giunta alla bellezza della 47° edizione.

Anche quest'anno l'evento dedicato alle tecnologie per l'informazione e la comunicazione sarà ospitato nei padiglioni della Fiera di Milano City, che l'anno scorso fu "presa d'assalto" da quasi 47mila visitatori.

In esposizione, un'ampia gamma di servizi e tecnologie per l'impresa e la pubblica amministrazione, con la partecipazione di produttori e distributori di hardware e software, telecomunicazioni, sound & vision, per un pubblico specializzato di addetti ai lavori tradizionalmente composto da manager, decision makers aziendali, funzionari e liberi professionisti. Un'offerta sempre all'avanguardia, che rende lo Smau un punto di riferimento del mercato internazionale, testimoniato del resto dalla massiccia partecipazione dei media e giornalisti alla manifestazione.

L'esposizione si propone anche come momento di approfondimento e di iniziative per stupire i visitatori con gli ultimi ritrovati della tecnologia applicata al mondo dell'informazione e delle comunicazioni.

Il programma della manifestazione è online sul sito www.smau.it.

lunedì 5 luglio 2010

Ecofont, il carattere salva-toner

È difficile quantificare l’enorme massa di documenti e foto che vengono quotidianamente stampati e poi archiviati o, ancor peggio, buttati via negli uffici, nelle scuole o nelle nostre case. Un utilizzo spesso sconsiderato di carta, inchiostri e rifiuti che si ripercuote negativamente sulle spalle del pianeta Terra.

Ultimamente, però, la crescente presa di coscienza delle problematiche ambientali ha fatto sì che venissero adottati alcuni accorgimenti tecnologici di carattere "green" che possano limitare considerevolmente questo sperpero di risorse: basti pensare a Ecofont, un carattere tipografico e informatico scaricabile dal sito Internet www.ecofont.com, che promette di far risparmiare una buona percentuale di inchiostro alle nostre stampanti (circa il 20%).

Come? Niente di più semplice: all'interno delle singole lettere e dei simboli del carattere vi sono moltissimi puntini bianchi, come dei piccolissimi cerchi vuoti che la stampante non stampa, contenendo così il consumo complessivo d’inchiostro. Queste zone bianche, ovviamente, risultano impercettibili quando il testo è stampato nelle dimensioni utilizzate per i comuni fogli di Word (in formato A4).

Questo font è nato come sviluppo di un carattere Open Source già largamente utilizzato in ambienti Windows, Mac e Linux, cioè Vera Sans, che è stato già scelto da molti uffici della Pubblica Amministrazione per la redazione di documenti ufficiali.

Ecofont è gratuito e può essere scaricato al seguente indirizzo.

lunedì 28 giugno 2010

FamilyShield, il parental control di OpenDNS

OpenDNS ha annunciato il lancio di FamilyShield, servizio interessante ed interamente gratuito che consente ai genitori di controllare in modo facile ed efficace le pagine visionabili dai propri bambini, limitando loro l'accesso sul Web a contenuti di diverso tipo.

OpenDNS, servizio alternativo e gratuito di risoluzione di DNS per i consumatori, mira con questa mossa a catturare l'interesse dei genitori verso i propri servizi, puntando soprattutto sulla semplicità d'uso. FamilyShield necessita infatti solo dell'attivazione del servizio: nessun download, nessuna installazione, nessuna configurazione che possa confondere l'utente meno esperto. Il servizio per il controllo parentale si imposta direttamente sul proprio DNS e va a interessare la protezione non solo sui PC ma anche sulle piattaforme di gioco come Xbox 360 e Nintendo Wii, e su qualunque dispositivo dotato di connettività Wi-Fi.

FamilyShield non blocca solamente i siti con materiale pornografico, ma anche siti Web conosciuti come proxy e anonymizer, ovvero quegli stratagemmi che utilizzano i ragazzi per aggirare i filtri ed evitare così le eventuali protezioni preimpostate dai genitori. Interessante poi il blocco automatico nel caso in cui malware o siti noti per attacchi di phishing tentino di rubare l'identità dell'utente, anche se gli esperti in sicurezza avvertono che questo servizio non dovrebbe essere considerato come alternativa ad un anti-malware, ma solo come un ulteriore modo per difendersi. Interessante, infine, la promessa di OpenDNS di aggiornare 24 ore su 24 l'elenco dei siti bloccati. Ciò significa che ogni volta che un nuovo sito con contenuti rischiosi verrà scoperto sul Web, OpenDNS andrà a proteggere automaticamente i propri utenti senza che i genitori debbano compiere alcuna ulteriore azione.

FamilyShield sembra a questo punto il modo più semplice per proteggere i propri bambini dai pericoli del Web. Il servizio è stato progettato per essere fruito anche da chi non possiede una sufficiente dimestichezza con gli strumenti informatici, e probabilmente tal mossa permetterà a OpenDNS di allargare la sua base di utenza che attualmente conta già 18 milioni di persone ed oltre 40.000 scuole.

mercoledì 23 giugno 2010

Google Docs diventa anche un OCR per PDF e immagini

Google ha introdotto in dotazione standard una nuova funzione all'interno della propria suite di strumenti online Google Docs. Il servizio consta di un convertitore automatico in grado di prelevare un file PDF e di archiviarlo su Google Docs come semplice file testuale risalendo all'origine del documento e permettendone l'editing.

Google aveva introdotto questa funzione ormai da mesi, ma in semplice applicazione sperimentale. Ora la conversione avviene invece su semplice richiesta, anche se al momento i problemi di funzionamento sembrano ancora essere elevanti. Semplicemente, Google non fa altro che applicare a Google Docs quella tecnologia OCR già adottata nel processo di scannerizzazione dei libri nelle biblioteche americane: il file viene analizzato dall'OCR, l'immagine diventa testo ed il testo diventa un file sul quale è possibile intervenire tramite Google Docs parola per parola, lettera per lettera. Per essere analizzato il file viene caricato direttamente dall'utente per l'archiviazione, ed è in questo passaggio che il sistema richiede la volontà all'utente relativa ad una eventuale conversione in formato modificabile.


Le prime prove sul campo indicano una fallacia dell'OCR strettamente dipendente dalla qualità del file  originale e dunque ogni valutazione va effettuata su singoli casi e sulle singole condizioni qualitative dei file. La qualità complessiva del servizio è comunque sufficiente e del tutto paragonabile ad altri software dedicati.

L'opzione "Converti testo da file PDF o file di immagine nel formato di Google Documenti" permette a Google di effettuare un'operazione a parte, per la quale viene richiesta specifica volontà: non viene pertanto salvata una copia del file caricato, ma soltanto abilitata la conversione per l'editing, il controllo e la fruizione su Google Docs. Il file caricato può essere al massimo di 10 MB e con una risoluzione di 25 megapixel. Con tanto di avviso: «più è grande il file, più tempo ci impiegherà l'OCR».

Per una prova diretta del nuovo strumento è sufficiente selezionare la conversione OCR nel momento in cui si inizia la procedura di upload, cliccando sul tasto carica.