Il blog di ArchiLogica dedicato al mondo dell'Information and Communication Technology
sabato 31 maggio 2014
Come nascondere la notifica di fine del supporto per Windows XP
Dopo quasi 12 anni e otto mesi, Microsoft si appresta al ritiro di Windows XP. L'8 aprile coinciderà con la data di fine supporto di Windows XP: ciò significa che Microsoft non pubblicherà più alcun aggiornamento per il sistema operativo, neppure per risolvere eventuali vulnerabilità critiche che dovessero essere scoperte in date successive.
A partire dallo scorso 8 marzo, Windows Update ha iniziato a distribuire sui computer basati su Windows XP l'aggiornamento KB2934207 che, una volta installato dagli utenti, provoca la periodica visualizzazione di una notifica di "fine del supporto".
L'aggiornamento installa nella cartella c:\windows\system32 un nuovo file denominato xp_eos.exe che, una volta eseguito, provoca l'esposizione del messaggio riportato in figura.
Se si volesse disinstallare completamente l'aggiornamento, basterà aprire il prompt dei comandi di Windows XP e digitare quanto segue:
C:\WINDOWS\$NtUninstallKB2934207$\spuninst\spuninst.exe /quiet /norestart
Va detto, però, che ogni qualvolta si riutilizzerà Windows Update od apparirà lo scudetto giallo della funzionalità "Aggiornamenti automatici", l'aggiornamento KB2934207 tornerà ad essere proposto. Qualora si volesse mantenere l'aggiornamento ma bloccare la comparsa della finestra di notifica, si può ricorrere al comando seguente, da impartire sempre utilizzando il prompt di Windows XP:
reg add HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion /v DisableEOSNotification /t REG_DWORD /d 1 /f
Così facendo, verrà inserito nel registro di sistema di Windows XP un nuovo valore DWORD che bloccherà la visualizzazione del messaggio informativo per tutti gli account utente creati sulla macchina.
domenica 13 ottobre 2013
Rimuovere gli aggiornamenti superflui di Windows 7
Quando di applica un aggiornamento in Windows, per consentire in qualunque momento un'eventuale successiva disinstallazione, il sistema operativo mantiene all'interno della cartella C:\Windows\winsxs una copia dei file modificati o sostituiti.
Ciò significa che nella cartella winsxs potrebbero restare per anni vecchissime versioni di file di sistema, inutilizzate e del tutto obsolete perché sostituite con l'installazione degli aggiornamenti Microsoft più recenti. È facile immaginare come la cartella winsxs cresca rapidamente in dimensioni con l'installazione delle patch per il sistema operativo rilasciate, di solito, a cadenza mensile.
Da oggi tutto cambia perché Microsoft ha deciso di integrare in Windows una funzionalità per la rimozione dei file superflui dalla cartella winsxs.
L'aggiornamento KB2852386, rilasciato l'8 ottobre 2013 e visibile solo se l'utente ha selezionato la voce “Scarica gli aggiornamenti consigliati allo stesso modo degli aggiornamenti importanti” nelle opzioni di Windows Update, aggiunge infatti l'opzione “Pulizia di Windows Update” nell'applicazione Pulizia disco di Windows 7 SP1.
Ad aggiornamento installato, per rimuovere gli aggiornamenti superflui di Windows 7, si dovrà digitare pulizia disco nella casella Cerca programmi e file del pulsante Start e premere il tasto Invio.
Nella finestra che apparirà, bisognerà specificare l'unità disco ove è installato Windows 7. Al termine della fase di scansione iniziale, bisognerà fare clic sul pulsante Pulizia file di sistema. Ripetendo la procedura, l'utilità Pulizia disco verificherà, questa volta, anche lo spazio occupato dal contenuto della cartella di sistema winsxs.
Al termine della procedura di analisi del disco, scorrendo l'elenco File da eliminare, dovrebbe apparire la nuova voce Pulizia di Windows Update con l'indicazione dello spazio complessivamente recuperabile. Dopo aver fatto clic su OK, l'utilità Pulizia disco inizierà a ripulire il sistema richiedendo, ove necessario, il riavvio della macchina. Attenzione però, eliminando i file non sarà più possibile disinstallare gli aggiornamenti.
domenica 14 aprile 2013
Windows 8: impedire il blocco dello schermo
Il blocco dello schermo ha senso su un tablet, ma su un PC diventa solo un altro clic superfluo nel mare di controlli non richiesti di Windows 8. Fortunatamente, eliminare la schermata di blocco è semplice.
Per prima cosa lanciare la finestra Esegui. Se si è sul Desktop premere i tasti Windows + R o spostare il mouse nell'angolo in basso a sinistra, fare clic con il tasto destro del mouse e, dal menu che appare, fare clic su Esegui; se si è sulla schermata Start digitare "Esegui" e fare clic su Esegui nell'elenco delle app rilevate. Ora digitare "gpedit.msc" e premere Invio per aprire l'Editor Criteri di gruppo locali. Nel menu a sinistra selezionare Configurazione computer, Modelli amministrativi, Pannello di controllo, Personalizzazione. Fare clic sulla voce Non visualizzare la schermata di blocco e, nella finestra che si apre, selezionate l'opzione Attiva quindi fare clic su Applica e OK.
È un po' come con i referendum: per dire che non la si vuole bisogna dire Sì, per dire che la si vuole si deve dire No. In ogni modo il gioco e fatto e d'ora in poi bye-bye, schermata di blocco!
Per prima cosa lanciare la finestra Esegui. Se si è sul Desktop premere i tasti Windows + R o spostare il mouse nell'angolo in basso a sinistra, fare clic con il tasto destro del mouse e, dal menu che appare, fare clic su Esegui; se si è sulla schermata Start digitare "Esegui" e fare clic su Esegui nell'elenco delle app rilevate. Ora digitare "gpedit.msc" e premere Invio per aprire l'Editor Criteri di gruppo locali. Nel menu a sinistra selezionare Configurazione computer, Modelli amministrativi, Pannello di controllo, Personalizzazione. Fare clic sulla voce Non visualizzare la schermata di blocco e, nella finestra che si apre, selezionate l'opzione Attiva quindi fare clic su Applica e OK.
È un po' come con i referendum: per dire che non la si vuole bisogna dire Sì, per dire che la si vuole si deve dire No. In ogni modo il gioco e fatto e d'ora in poi bye-bye, schermata di blocco!
sabato 13 aprile 2013
È nata una istella
Tiscali presenta il nuovo motore di ricerca,
e non solo, per il web italiano
Nulla a che vedere con il mondo della mela, la " i" non tragga in inganno, si legge come si scrive, tanto per ribadire che istella nasce in Italia e si rivolge agli utenti italiani. La prima domanda che sorge spontanea di fronte alla presentazione di un nuovo motore di ricerca è "ma se abbiamo già Google, c'è bisogno di un altro motore di ricerca?". La risposta è sì, se alle promesse seguiranno, almeno parzialmente, i fatti.
istella, la cui interfaccia ricorda piuttosto quella di Bing, non nasce infatti per fare concorrenza a Google in quanto a ricerca pura, ma si prefigge di diventare un punto di riferimento per gli internauti italiani grazie ad una serie di interessanti iniziative. La più importante è la collaborazione con vari enti e istituzioni pubbliche e private per digitalizzare archivi attualmente non presenti sul Web, quali ad esempio, l'Università di Pisa, Treccani e la Guida Monaci.
Il nuovo motore di ricerca di Tiscali si presenta inoltre con l'intenzione di creare una comunità in cui gli utenti sono anche parte attiva dell'indicizzazione del Web italiano. Ad oggi, istella sta muovendo i primi passi e sarebbe ingeneroso emettere sentenze sulla qualità delle ricerche.
Nulla a che vedere con il mondo della mela, la " i" non tragga in inganno, si legge come si scrive, tanto per ribadire che istella nasce in Italia e si rivolge agli utenti italiani. La prima domanda che sorge spontanea di fronte alla presentazione di un nuovo motore di ricerca è "ma se abbiamo già Google, c'è bisogno di un altro motore di ricerca?". La risposta è sì, se alle promesse seguiranno, almeno parzialmente, i fatti.
istella, la cui interfaccia ricorda piuttosto quella di Bing, non nasce infatti per fare concorrenza a Google in quanto a ricerca pura, ma si prefigge di diventare un punto di riferimento per gli internauti italiani grazie ad una serie di interessanti iniziative. La più importante è la collaborazione con vari enti e istituzioni pubbliche e private per digitalizzare archivi attualmente non presenti sul Web, quali ad esempio, l'Università di Pisa, Treccani e la Guida Monaci.
Il nuovo motore di ricerca di Tiscali si presenta inoltre con l'intenzione di creare una comunità in cui gli utenti sono anche parte attiva dell'indicizzazione del Web italiano. Ad oggi, istella sta muovendo i primi passi e sarebbe ingeneroso emettere sentenze sulla qualità delle ricerche.
domenica 15 gennaio 2012
Firefox Extended per imprese e istituzioni
Mozilla si accinge a varare tra fine gennaio e inizio febbraio il progetto Extended Support Release (ESR) che renderà Firefox un browser con supporto esteso nel tempo.
Firefox ESR sarà una versione del popolare browser destinata alle imprese, alle pubbliche amministrazioni, alle istituzioni universitarie o comunque a tutte le organizzazioni che desiderano gestire centralmente il deployment di Firefox e non apprezzano la recente politica di release con cadenza troppo ravvicinata. Nei piani di Mozilla, ESR sarà oggetto di una sola release all'anno: nell'arco dei dodici mesi verranno rilasciati gli aggiornamenti di sicurezza necessari, ma non verranno introdotte modifiche alla piattaforma.
Con Firefox ESR Mozilla rende disponibile uno strumento per semplificare l'operatività di tutte quelle organizzazioni che non hanno tempo di certificare per i loro ambienti operativi ogni nuova release di un prodotto e necessitano dunque di un supporto a più lungo termine per ciascun rilascio. Ciascuna release dovrebbe durare 54 settimane e ogni nuovo rilascio dovrebbe coincidere in ogni caso con quelli consueti di Firefox. Tra il fine vita di una release e il rilascio di quella nuova ci sarà un lasso di sovrapposizione di 12 settimane, così che le aziende abbiano il tempo e il modo di verificare gli aggiornamenti e un ulteriore periodo di 12 mesi per la transizione definitiva.
La prima ESR di Firefox poggerà sulla versione 10 del browser. Le denominazioni successive seguiranno la numerazione della release del browser sulla quale sarà basata la ESR. Gli aggiornamenti di sicurezza saranno garantiti per tutte le vulnerabilità classificate come "critiche" e "high", mentre per altri eventi di minore importanza la disponibilità dell'aggiornamento verrà considerata discrezionale. La versione ESR sarà solo per sistemi desktop, non arriverà in versione mobile e non riguarderà Thunderbird.
Firefox ESR sarà una versione del popolare browser destinata alle imprese, alle pubbliche amministrazioni, alle istituzioni universitarie o comunque a tutte le organizzazioni che desiderano gestire centralmente il deployment di Firefox e non apprezzano la recente politica di release con cadenza troppo ravvicinata. Nei piani di Mozilla, ESR sarà oggetto di una sola release all'anno: nell'arco dei dodici mesi verranno rilasciati gli aggiornamenti di sicurezza necessari, ma non verranno introdotte modifiche alla piattaforma.
Con Firefox ESR Mozilla rende disponibile uno strumento per semplificare l'operatività di tutte quelle organizzazioni che non hanno tempo di certificare per i loro ambienti operativi ogni nuova release di un prodotto e necessitano dunque di un supporto a più lungo termine per ciascun rilascio. Ciascuna release dovrebbe durare 54 settimane e ogni nuovo rilascio dovrebbe coincidere in ogni caso con quelli consueti di Firefox. Tra il fine vita di una release e il rilascio di quella nuova ci sarà un lasso di sovrapposizione di 12 settimane, così che le aziende abbiano il tempo e il modo di verificare gli aggiornamenti e un ulteriore periodo di 12 mesi per la transizione definitiva.
La prima ESR di Firefox poggerà sulla versione 10 del browser. Le denominazioni successive seguiranno la numerazione della release del browser sulla quale sarà basata la ESR. Gli aggiornamenti di sicurezza saranno garantiti per tutte le vulnerabilità classificate come "critiche" e "high", mentre per altri eventi di minore importanza la disponibilità dell'aggiornamento verrà considerata discrezionale. La versione ESR sarà solo per sistemi desktop, non arriverà in versione mobile e non riguarderà Thunderbird.
domenica 8 gennaio 2012
Aggiornare i software con CNET TechTracker
Nei computer, specialmente quelli utilizzati con una certa assiduità, si arriva facilmente a installare anche qualche centinaio di programmi applicativi. Sarebbe utile poter lavorare sempre con le loro versioni più recenti, perché il farlo comporta diversi vantaggi:
C'è un problema pratico, però, che non rende semplice questa scelta. Il controllo automatico degli aggiornamenti viene eseguito solo per Windows e per un numero molto ridotto di applicazioni che forniscono questa funzione. Per verificare se gli altri programmi sono aggiornati, bisogna navigare nel sito Internet del produttore, trovare la relativa pagina Web e rilevare il numero di versione. Se è più recente di quella del programma installato nel computer, si preleva il file e lo si installa. Farlo per tutti i programmi, però, è oneroso in termini di tempo, soprattutto se si ripete l'operazione periodicamente.
CNET TechTracker è una semplice ma efficace applicazione gratuita che colma questa mancanza. Il suo scopo, infatti, è controllare automaticamente tutti i programmi installati sul computer per individuare quali sono quelli da aggiornare.
Il lavoro si svolge in tre fasi. Nella prima viene lanciata una scansione del sistema per rilevare i programmi installati e la loro versione. Nella seconda, queste versioni vengono confrontate con quelle aggiornate presenti nei server di CNET. Nella terza fase viene generata una pagina Web personalizzata con le applicazioni da aggiornare e i collegamenti ai file per l'installazione delle nuove versioni. Nelle opzioni del programma si può impostare che la scansione avvenga automaticamente, con cadenza periodica, o manualmente ogni volta che lo si desidera.
Per utilizzare a pieno il servizio occorre registrarsi al sito di CNET con un indirizzo di posta elettronica valido e una password.
CNET TechTracker è scaricabile facendo riferimento al seguente indirizzo.
- i programmi non hanno più le anomalie e i malfunzionamenti segnalati dagli utenti;
- si gode delle nuove funzionalità aggiunte dagli sviluppatori;
- si riducono i rischi derivanti da eventuali falle del codice, che rendono vulnerabili le applicazioni e i sistemi che le ospitano.
C'è un problema pratico, però, che non rende semplice questa scelta. Il controllo automatico degli aggiornamenti viene eseguito solo per Windows e per un numero molto ridotto di applicazioni che forniscono questa funzione. Per verificare se gli altri programmi sono aggiornati, bisogna navigare nel sito Internet del produttore, trovare la relativa pagina Web e rilevare il numero di versione. Se è più recente di quella del programma installato nel computer, si preleva il file e lo si installa. Farlo per tutti i programmi, però, è oneroso in termini di tempo, soprattutto se si ripete l'operazione periodicamente.
CNET TechTracker è una semplice ma efficace applicazione gratuita che colma questa mancanza. Il suo scopo, infatti, è controllare automaticamente tutti i programmi installati sul computer per individuare quali sono quelli da aggiornare.
Il lavoro si svolge in tre fasi. Nella prima viene lanciata una scansione del sistema per rilevare i programmi installati e la loro versione. Nella seconda, queste versioni vengono confrontate con quelle aggiornate presenti nei server di CNET. Nella terza fase viene generata una pagina Web personalizzata con le applicazioni da aggiornare e i collegamenti ai file per l'installazione delle nuove versioni. Nelle opzioni del programma si può impostare che la scansione avvenga automaticamente, con cadenza periodica, o manualmente ogni volta che lo si desidera.
Per utilizzare a pieno il servizio occorre registrarsi al sito di CNET con un indirizzo di posta elettronica valido e una password.
CNET TechTracker è scaricabile facendo riferimento al seguente indirizzo.
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sabato 7 gennaio 2012
Google Chrome diventa predittivo e più sicuro
Per Chrome, il browser targato Google sempre più diffuso fra gli utenti, sono in arrivo interessanti novità. Un intervento sul blog ufficiale della società di Mountain View ha annunciato un update, per ora disponibile in beta release, che renderà non solo la navigazione più rapida, ma addirittura predittiva.
Chrome annoverava già fra le sue funzioni Instant Pages, un sistema di pre-caricamento dei siti Web simile a Google Instant sull’omonimo motore di ricerca. Nella beta appena rilasciata, Instant Pages si trasforma in Omnibox, una combinazione tra la barra di ricerca e quella degli indirizzi. Omnibox è associato a una feature di pre-rendering per i siti visitati più di frequenza, in modo che il caricamento anche delle pagine Web più pesanti sia rapido e indolore. Qualsiasi sito visitato almeno una volta, e quindi disponibile per l’auto-completamento sulla barra degli indirizzi, verrà pre-caricato durante la digitazione per un’esperienza Internet senza attese.
A livello di sicurezza, invece, Chrome compie un passo in avanti nella lotta al malware in Rete implementando nelle specifiche di Safe Browsing una novità che assisterà soprattutto gli utenti alle prime armi o particolarmente distratti, spesso colti in fallo con il download di falsi antivirus.
Google ha rilevato un aumento di tutti quegli exploit che richiedono la collaborazione inconsapevole dell’utente, tratto in inganno durante l’installazione di normale software. Ora il browser è in grado di analizzare da sé i file con estensione .exe o .msi e, qualora vi siano sospetti che si tratti di un pacchetto dannoso, l’utente verrà avvisato prima dell’installazione.
Lo scorso dicembre Chrome, stando a quanto rivelato dai dati di StatCounter, si è guadagnato l’ambito titolo di secondo browser più diffuso al mondo. Non riuscendo ancora ad abbattere il predominio di Internet Explorer, Google è però riuscita a strappare la medaglia d’argento dalle mani di Firefox, uno dei browser più celebri.
Chrome annoverava già fra le sue funzioni Instant Pages, un sistema di pre-caricamento dei siti Web simile a Google Instant sull’omonimo motore di ricerca. Nella beta appena rilasciata, Instant Pages si trasforma in Omnibox, una combinazione tra la barra di ricerca e quella degli indirizzi. Omnibox è associato a una feature di pre-rendering per i siti visitati più di frequenza, in modo che il caricamento anche delle pagine Web più pesanti sia rapido e indolore. Qualsiasi sito visitato almeno una volta, e quindi disponibile per l’auto-completamento sulla barra degli indirizzi, verrà pre-caricato durante la digitazione per un’esperienza Internet senza attese.
A livello di sicurezza, invece, Chrome compie un passo in avanti nella lotta al malware in Rete implementando nelle specifiche di Safe Browsing una novità che assisterà soprattutto gli utenti alle prime armi o particolarmente distratti, spesso colti in fallo con il download di falsi antivirus.
Google ha rilevato un aumento di tutti quegli exploit che richiedono la collaborazione inconsapevole dell’utente, tratto in inganno durante l’installazione di normale software. Ora il browser è in grado di analizzare da sé i file con estensione .exe o .msi e, qualora vi siano sospetti che si tratti di un pacchetto dannoso, l’utente verrà avvisato prima dell’installazione.
Lo scorso dicembre Chrome, stando a quanto rivelato dai dati di StatCounter, si è guadagnato l’ambito titolo di secondo browser più diffuso al mondo. Non riuscendo ancora ad abbattere il predominio di Internet Explorer, Google è però riuscita a strappare la medaglia d’argento dalle mani di Firefox, uno dei browser più celebri.
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