domenica 11 maggio 2008

Vodafone ADSL?

Già da qualche tempo si rincorrono in Rete rumor riguardo ad un possibile accordo fra TELE2 e Vodafone per offrire ai clienti di quest'ultima una flat ADSL da integrare con il servizio Vodafone Casa. Tra gli i clienti italiani dell'operatore inglese, infatti, è sempre maggiore la tentazione di staccarsi completamente da Telecom. La necessità di una flat ADSL ha però bloccato molte persone.


Da fonti ben informate e attendibili si apprende però che a breve (si parla di metà giugno) Vodafone Casa includerà anche un'opzione per la flat ADSL grazie alla collaborazione con TELE2 (acquisita da Vodafone stessa qualche mese addietro).

Ancora non si conoscono costi e modalità del servizio.

sabato 10 maggio 2008

Windows XP: ripristinare file di sistema

Windows XP consente il controllo e ripristino dei file di sistema eventualmente danneggiati o sovrascritti da applicazioni terze in seguito a comando specifico (con "SFC /SCANNOW"), oppure in automatico, nel caso in cui sia evidente la cancellazione di files critici. In questi casi viene richiesto l'inserimento del CD di Windows, e ciò può risultare assai noioso, visto che ci costringe ad interrompere il nostro lavoro sul PC, al fine di dar seguito alla insistente richiesta del sistema operativo.

Con i dischi rigidi di ultima generazione lo spazio a disposizione non è certo un problema, quindi si può ovviare a questo problema copiando dal CD di Windows XP, su di una partizione a nostro piacimento, la cartella denominata "I386", all'interno della quale sono presenti i files che richiede Windows, utilizzati anche nella fase di setup. Attenzione però, il CD deve essere lo stesso adoperato per l'installazione del sistema operativo.

Ovviamente questo non è sufficiente, visto che bisogna modificare il percorso di richiesta nel registro di sistema. Per farlo è sufficiente compiere alcune semplici operazioni.

Avviare l'Editor del registro di sistema (REGEDIT) quindi portarsi in corrispondenza della chiave

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\
CurrentVersion\Setup

Nella finestra di destra, in corrispondenza della stringa "SourcePath", cliccare sulla medesima con il tasto sinistro del mouse e modificare la directory dalla quale Windows deve prelevare i dati necessari. Se, ad esempio, la cartella I386 è stata copiata nella partizione "I", nella cartella "Windows XP", il percorso da scrivere sarà "I:WINDOWS XP" (senza virgolette). Chiudere il registro e riavviate il sistema.

Da questo momento in poi, il ripristino di file di sistema danneggiati, cancellati o sovrascritti, avverrà in tempo reale e completamente in background (senza richieste all'utente), poiché Windows recupererà, se necessario, i files critici dalla cartella I386 che è stata precedentemente archiviata su disco rigido.

Per completezza, ecco la sintassi di tutti i comandi disponibili dell'utility System File Checker (SFC):

[/SCANNOW] - Esegue una scansione immediata di tutti i file protetti;

[/SCANONCE] - Esegue la scansione dei soli file protetti (una sola volta);

[/SCANBOOT] - Esegue la scansione dei file protetti e di sistema ad ogni avvio del computer;

[/REVERT] - Ripristina il valore di default di SFC;

[/PURGECACHE] - Rimuove la cache del Windows File Protection file cache ed esegue una scasione immediata per inserire i nuovi dati;

[/CACHESIZE=x] - delimita i parametri, in Mb, della cache del Windows File Protection.

venerdì 4 aprile 2008

Windows: nascondere dischi e partizioni

Per nascondere unità disco e partizioni in ambiente Windows esiste un modo molto semplice. Si tratta di un trucco che permette di far sì che l'utente normale non si accorga della presenza di unità e partizioni aggiuntive utilizzando Risorse del computer o l'interfaccia che contraddistingue le varie applicazioni: i più esperti, invece, conoscono le modalità per accedere alle varie risorse.

Per nascondere una o più unità, correntemente visualizzate in Risorse del computer, è necessario avviare l'Editor del registro di sistema (REGEDIT) quindi portarsi in corrispondenza della chiave

HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\
Policies,

se si desidera che la modifica interessi esclusivamente l'utente loggato; su

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\
CurrentVersion\Policies\Explorer

se si vuole che l'intervento sia esteso a tutti gli account utente in uso sul sistema. A questo punto deve essere creata un nuovo valore DWORD denominandolo "NoDrives". A "NoDrives" deve essere assegnato un valore corrispondente all'unità disco od alla partizione che si vuole eliminare:

Unità A: - valore: 1
Unità B: - valore: 2
Unità C: - valore: 4
Unità D: - valore: 8
Unità E: - valore: 16
Unità F: - valore: 32

Com'è possibile verificare, il valore da attribure per una certa lettera identificativa è sempre doppio rispetto a quello che caratterizza l'unità immediatamente precedente. Cosicché, qualora si volesse nascondere l'unità disco contrassegnata con la lettera K: si dovrà assegnare il valore 1024; nel caso dell'unità L: il valore 2048 e così via.

Qualora si volessero nascondere più unità o partizioni, si dovrà aver cura di sommare i valori corrispondenti. Ad esempio, ipotizzando di voler nascondere le unità A:, D: ed E:, a "NoDrives" dovrà essere attribuito il valore 25 (risultante dalla somma 1+8+16).

Per annullare le modifiche, sarà poi sufficiente attribuire a "NoDrives" il valore 0 oppure eliminare completamente il valore DWORD.

Si tenga presente che le unità nascoste risulteranno comunque accessibili, ad esempio, digitandone la relativa lettera identificativa nella barra degli indirizzi di Risorse del computer.

Se si è alla ricerca di una soluzione sicura che permetta di proteggere file e documenti personali da sguardi indiscreti, è bene orientarsi su un software come TrueCrypt. Si tratta di un software opensource che adotta una soluzione a chiave simmetrica per la creazione e la gestione di unità virtuali cifrate.

martedì 4 marzo 2008

Windows: eliminare il file Index.dat

Il file Index.dat contiene informazioni sui siti Web più visitati, nel tempo può assumere dimensioni molto elevate (ben più dei 32 KB standard) e non risulta facilmente eliminabile perché è bloccato da parte del sistema operativo. Ecco come eliminarlo.

Visualizzabile con un normale editor di testo, Index.dat può rappresentare una minaccia per la propria privacy perché permette di ottenere informazioni sui siti Web visitati, rendendo così possibile carpire informazioni sulle nostre preferenze.

Per sbarazzarsi del file Index.dat e di tutti i cookie che tengono traccia della nostra navigazione Web è possibile utilizzare il programma CCleaner, scaricabile gratuitamente da questo indirizzo.

Per liberarsi di tutti i cookie installati, cliccate sulla scheda Cleaner, Windows, Internet Explorer, selezionate Cookies e Delete Index.dat files e avviate la procedura di pulizia cliccando il pulsante Run Cleaner.

In Windows 2000/XP, è possibile utilizzare anche la seguente procedura.

Per prima cosa, chiudete tutte le applicazioni in esecuzione, cliccate su Start, Esegui quindi digitate CMD.EXE e premete Invio.

Una volta al prompt di MS-DOS, accedete alla cartella \Documents and Settings\NOME_UTENTE\Impostazioni locali\Temporary Internet Files\Content.IE5 accertandovi di sostituire a NOME_UTENTE il nome dell'account utente in uso.

Avviate ora il Task Manager (potete farlo premendo la combinazione di tasti SHIFT+CTRL+ESC), cliccate sulla scheda Processi, selezionate explorer.exe quindi cliccate sul pulsante Termina processo.

A questo punto, assicurandovi di assere all'interno della cartella X:\Documents and Settings\NOME_UTENTE\Impostazioni locali\Temporary Internet Files\Content.IE5 (ove X: è la lettera identificativa associata al disco fisso che ospita il sistema operativo), digitate DEL INDEX.DAT e premete Invio.

venerdì 29 febbraio 2008

Windows XP: eliminare i file Thumbs.db

Vengono creati automaticamente dal sistema operativo. Ma possono dare fastidio e cambiare le impostazioni di visualizzazione delle cartelle. Ecco come disabilitarli.

Chi ha abilitato la funzione per visualizzare i file nascosti in Windows XP non può non aver notato la comparsa del fastidioso file Thumbs.db.

Si tratta di un file creato automaticamente da Windows XP per rendere più veloce la visualizzazione delle thumbnail (le miniature) in una cartella quando la si riapre.

La cosa può dar fastidio perché, fra tutte le foto e le immagini memorizzate nella cartella, si trova sempre questo file nascosto. Non solo, la presenza di Thumbs.db all'interno di una cartella altera le impostazioni definite dall’utente e forza la visualizzazione dei file sempre in modalità Anteprima.

La cancellazione del file non serve, perché viene eliminata solo la cache. Thumbs.db viene automaticamente rigenerato quando si riapre la cartella.

Per disabilitare questa funzione di caching dovete andare su Strumenti, Opzioni Cartella, linguetta Visualizzazione e spuntare la casella Non memorizzare le anteprime nella memoria cache.

mercoledì 2 gennaio 2008

Gmail, la comodità del plus-addressing

Come se non bastassero l'enorme spazio messo a disposizione e le tantissime funzionalità per gestire in modo semplice ed efficace la propria corrispondenza online, Gmail ha da qualche tempo introdotto la tecnologia del plus-addressing. Un modo comodo e utile per poter avere infiniti indirizzi e-mail in uno solo.

Non si tratta della creazione di e-mail forwarding e neppure di alias. Il plus-addressing consiste nella possibilità di utilizzare il proprio indirizzo Gmail aggiungendo un suffisso preceduto da un "+" (da cui il nome) per smistare la corrispondenza. Per esempio, se sono possessore dell'indirizzo e-mail impresa@gmail.com potrò automaticamente ricevere nella medesima casella anche la posta inviata a impresa+shop@gmail.com, oppure impresa+marketing@gmail.com, o ancora impresa+fornitori@gmail.com, e così per un numero infinito di nuovi indirizzi.

Questa funzionalità risulta particolarmente comoda per ordinare la posta elettronica tramite le etichette e per limitare lo spam. Ad esempio, piuttosto che utilizzare l'indirizzo e-mail base per iscriversi su eBay e su MySpace, sarà possibile utilizzare di volta in volta un nuovo indirizzo: io+ebay@gmail.com e io+myspace@gmail.com. In questo modo risulterà più semplice creare dei filtri per la posta in arrivo in modo da ordinarla con le etichette e sarà inoltre possibile individuare quali siti Web distribuiscono la nostra e-mail per scopi di spam.

domenica 11 novembre 2007

Google Video: link interni ai video

Google ha introdotto una nuova originale funzionalità al suo servizio di video online, Google Video, che consente di condividere un porzione specifica di un filmato. Per sfruttare la funzione "Link within a Video", un utente deve semplicemente prendere il collegamento Web del video desiderato e aggiungere a fine URL il tempo in ore (h), minuti (m) e secondi (s) preceduto dal carattere "cancelletto". Per esempio aggiungendo la stringa "#3m15s", il link video eseguirà la riproduzione a partire da 3 minuti e 15 secondi di avanzamento.

Il team Google Video ha pubblicato alcuni esempi concreti sul blog ufficiale del servizio: "Per esempio, Invisible Board è un filmato di 1 minuto e 46 secondi ma io ritengo che la parte più bella da vedere si trovi ad un 1 min 26 sec, quindi tutto quello che devo fare è aggiungere #1m26s al link che invierò ai miei amici! Così: http://video.google.com/videoplay?docid=6396990712930217422#1m26s".

Google Video, recentemente introdotto in varie versioni localizzate tra cui quella in italiano, dovrebbe essere il primo servizio della categoria ad integrare questa nuova utile funzione. Non è da escludere che gli altri contendenti del mercato, primo fra tutti YouTube, possano riproporla a breve nei loro servizi. Se si pensa infatti ai filmati particolarmente lunghi, come i documentari, questa funzionalità diventa uno strumento essenziale per condividere rapidamente le parti interessanti di un video online. Per ora la funzione non è certo user-friendly nè immediata da riprodurre, ma è probabile che Google potenzierà l'esperienza utente integrandola in qualche modo nell'interfaccia.